Sempre con la scuola materna/asilo nido in cui lavoro, ieri siamo andati in gita, con anche i genitori, allo Zoom di Torino. Per noi, che veniamo da Pavia, il viaggio è stato lungo e dispendioso, ma essendo un gruppo numeroso e avendo anticipatamente prenotato, abbiamo almeno risparmiato sul biglietto pagandolo 14.50 Euro cad. (bambini sopra i 3 anni compresi), invece di 20 Euro per gli adulti e 15 Euro per i bambini fra i 2 e gli 11 anni.
Lo Zoom, chiamato Bioparco, non è altro che uno zoo con poche barriere. Ma sinceramente non l'ho trovato migliore di altri zoo in cui sono stata (zoo safari di Pombia, zoo di Falconara..). Sono carini gli allestimenti ed è pieno di punti ristoro di vario tipo come kebab, pizzeria, ristorante, buffet e zone per il pranzo al sacco con tavoli e panche. Ci sono anche 3 negozi di souvenir. La cosa carina, che però noi non abbiamo fatto, è la zona piscina, la Bolder Beach, che prevede un biglietto a parte. E' una vera e propria piscina, con tanta sabbia e un allestimento fantastico. Di carino ha dei punti di osservazione dove, attraverso dei vetri, si possono ammirare i pinguini e la vasca dell'ippopotamo con la sensazione, quindi, di nuotare con loro. A K., mia figlia, è piaciuto comunque moltissimo e questa è la cosa importante!
domenica 15 giugno 2014
Muba: Museo dei Bambini
In un post precedente avevo parlato della location, ora parlerò del museo vero e proprio. Ci sono andata in gita con la scuola materna dove lavoro. Ovviamente, venendo da Pavia, abbiamo dovuto affittare un pullman che ci ha portato davanti alla Rotonda della Besana. L'ingresso era previsto e prenotato per le 11, quindi abbiamo approfittato del tempo a nostra disposizione per fare una bella merenda nel bel parco della Rotonda. All' ora prevista siamo entrati, hanno fatto togliere le scarpe ai bimbi e ci hanno fatto accomodare in una grande stanza denominata Spazio Remida. Al centro un tappeto enorme e rosso (su cui si sono seduti i bambini) e ai lati degli scaffali di metallo colmi di scatole piene di qualunque materiale. I ragazzi del Muba spiegano che questi materiali sono tutti provenienti da scarti di fabbrica o magazzino e che i bambini devono giocare, manipolare, sentire, odorare questi materiali e costruirci qualcosa. I bambini, dopo i primi tentennamenti, si lanciano nella costruzione di vari cose, e io anche: castelli, tavoli per il thè, automobili.. quanta fantasia!! Si sono divertiti moltissimo
Il museo è anche composto da un altro percorso, al momento dedicato alle scatole, ma anche quello su prenotazione.
All'interno si trovano anche un bistrot e un bookshop.
I percorsi e i laboratori cambiano, quindi informatevi prima di andare.
Il costo del biglietto per le famiglie è di 6 euro per i bambini e 8 per gli adulti, ma a questo prezzo potrete accedere ad una sola attività.
Insomma, il mio giudizio è abbastanza positivo.. tranne per il prezzo che sinceramente, per quello che si va a fare, mi pare un po' caro.
Il museo è anche composto da un altro percorso, al momento dedicato alle scatole, ma anche quello su prenotazione.All'interno si trovano anche un bistrot e un bookshop.
I percorsi e i laboratori cambiano, quindi informatevi prima di andare.
Il costo del biglietto per le famiglie è di 6 euro per i bambini e 8 per gli adulti, ma a questo prezzo potrete accedere ad una sola attività.
Insomma, il mio giudizio è abbastanza positivo.. tranne per il prezzo che sinceramente, per quello che si va a fare, mi pare un po' caro.
sabato 7 giugno 2014
Morbo di Madelung: la cura (ovvero l'operazione)
Dopo la diagnosi a 8/9 anni di distanza dai primi sintomi, ecco che mi viene comunicato che dovrò essere operata. Nel frattempo il Dottor. Dacatra mi fa mettere una polsiera da mettere soprattutto la notte, cosa che mi stupisce, per cui chiedo "come mai soprattutto la notte?" "Perché di giorno puoi accorgerti dei movimenti che fai e controllarli, mentre di notte, mentre dormi no e il tuo polso può assumere posizioni che peggiorerebbero la situazione." E così ne acquisto una per ben 52.000 lire, con una placca di metallo da inserire all'interno che impedisce qualunque movimento di pronazione e supinazione oltre che di rotazione. Mi dava così fastidio che di notte, mentre dormivo, riuscivo a slacciarla e lanciarla. Mi svegliavo e la polsiera non c'era più, scaraventata dall'altra parte della stanza. A dicembre vengo ricoverata presso il Gaetano Pini e dopo vari accertamenti, tra cui un paio di TAC, ecco che mi operano. Osteotomia correttiva con innesto osseo. L'operazione, della durata di 4 ore, consiste nella rottura (chirurgica e millimetricamente studiata) dell'ulna nella quale, in tale rottura, verrà inserito un pezzo di osso triangolare prelevato dalla mia anca (in modo da creare una sorta di leva) e bloccato il tutto con una placca a T di metallo con 7 viti. 11 punti di sutura al braccio e un paio sull'anca e, per finire, un mezzo gesso (in gergo "doccia"). Dopo una decina di giorni mi hanno tolto i punti e sostituito la "doccia" con un vero e proprio gesso per altri 40 giorni e, una volta tolto, fisioterapia per un paio di mesi. Insomma, non è stata una passeggiata. Come sto adesso? Abbastanza bene. Il dolore non c'è più e sono ritornata ad usare il mio braccio destro, ma non ho comunque tutta la mobilità e la capacità motoria che avrei dovuto avere. Scrivere a mano per molto tempo, disegnare, giocare a pallavolo, sono attività che comunque mi creano dolore, se pur lieve rispetto a prima. Ma se non mi fossi operata, se non avessero scoperto cosa avevo, a quest'ora non potrei fare nulla. In conclusione, qualsiasi male o disagio abbiate, non rinunciate mai a cercare una diagnosi perché troppo spesso i medici oggi ci dicono che sarà lo stress oppure che viste le analisi fatte senza esiti significativi vuol dire che tutto va bene. No, non va bene, qualcosa c'è e di analisi ce ne sono sempre da fare. Cambiate medico e trovatene uno che abbia voglia di curarvi o guarirvi realmente. Magari, una volta, vi racconterò altre storie, mie e di altre persone a me vicine, di malattie misteriose, a volte gravi, a cui i medici non hanno dato peso, fino a quando..ma sono altre storie.
sabato 31 maggio 2014
Morbo di Madelung: la scoperta
Da qualche giorno, non so perché, continuo a pensare a questa malformazione del polso che ho, e ho deciso di parlarne qui. Prima di farlo, mi sono letta pagine e pagine su internet, ma nessuna mi ha soddisfatto. Infatti, se fate una ricerca, vi troverete a leggere pagine scritte in "dottorese" in cui non si capisce nulla, pagine in cui questa malformazione viene descritta in tre righe e pagine in cui viene associata ad altre patologie importanti (Turner o Leri-Weill) che magari non avete e di conseguenza non vi ritrovate nel quadro clinico.Io forse sbaglierò qualcosa, ma questa è la mia storia.. imperfetta.
Verso i 9/10 anni, dopo una brutta caduta sui pattini da ghiaccio in cui mi sono fatta tutta la pista sulla pancia arrivando al muretto di recizione sbatendo violentemente il braccio destro ma senza essermi fatta nulla se non una gran botta, ho cominciato a lamentare di tanto in tanto, dolore al polso, ho fatto delle radiografie, ma tutto era a posto.
A 11/12 anni comincio a fare pallavolo e il dolore aumenta sia di intensità che di frequenza. Vista l'attività sportiva e il tipo di dolore, mi viene diagnosticata una tendinite che però non passa, ne con vari antidolorifici e antinfiammatori, ne con l'interruzione della pallavolo. Alla fine delle medie il dolore era forte e costante e la mobilità della mia mano compromessa: non riuscivo nemmeno a tagliarmi una bistecca.
Inizio il liceo artistico e ormai il mio polso è talmente compromesso che al secondo anno rimango 4 mesi senza poter ne scrivere ne tantomeno disegnare. Nel frattempo continuo a fare radiografie e ecografie, la diagnosi è sempre tendinite, ma mi viene anche detto che nell'ecografia non la vedono. Ormai il mio braccio destro è solo un'appendice del mio corpo. Per fortuna sono ambidestra e tante cose riesco a farle con la sinistra. Ormai rassegnata a una vita di dolore (mi svegliavo di notte in lacrime) e praticamente senza poter usare una mano, mia mamma mi propone di fare un'ultima visita da un nuovo ortopedico all'ospedale Gaetano Pini di Milano. Li incontro il dottor Ugo Dacatra. Prende una radiografia di qualche anno prima, gli dà una veloce occhiata e dice:"ecco qui, hai il Morbo di Madelung, vedi?". Vedo? Cosa devo vedere? Mi spiega che ho una rara malformazione genetica, ereditaria, femminile, bilaterale e degenerativa. Praticamente l'ulna, osso dell'avambraccio, è curvato in maniera anomala e spinge in fuori l'altro osso, il radio (che si vede anche semplicemente guardandomi il braccio, ma io ho sempre pensato che si vedeva perché ero magra) e sfrega contro il semilunare del metacarpo (ovvero contro l'ossicino centrale della mano) che è già corroso per metà. Mi dice che devo essere operata perché rischio di non poter più utilizzare la mano. Mi spiega che è una malformazione strana perché ci si nasce ma ci sono persone che non sanno di averla finché non si subisce un trauma (una botta, una rottura, un uso eccessivo) che fa innescare il processo degenerativo. E finché non mi farà male, quindi non sarà partito il processo degenerativo, il braccio sinistro potrà non essere operato.
sabato 24 maggio 2014
La Rotonda della Besana
Oggi vorrei parlare di un posto a me caro, dove, da ragazzina, passavo bei pomeriggi in compagnia dei miei amici: La Rotonda della Besana.
In realtà parlerò di questo luogo in 2 distinti post: in questo ne farò un ritratto più storico, nel prossimo (settimana prossima) uno su come è oggi, ovvero un museo dedicato ai bambini.
La rotonda si trova in via Besana, zona Piazza Cinque Giornate. E' un edificio tardo barocco con al suo interno una chiesa, oggi sconsacrata, dedicata a San Michele, e tutto attorno un porticato a segmenti d'arco e mattone a vista che circonda un parco.
La Rotonda nasce come fossa cimiteriale dell'Ospedale Maggiore. Fin dalla sua nascita nel 1456, l'Ospedale fu dotato di un'area cimiteriale in cui seppellire i deceduti al suo interno. Alla fine del XVII secolo, il sepolcro si rilevò insufficiente e inadeguato alle sue esigenze igieniche. Si decise, quindi, di costruirne un altro in un terreno nei pressi delle mura di Porta Tosa (Porta Vittoria - oggi Piazza Cinque Giornate) e nel 1969 venne edificato il nuovo cimitero con la chiesa di San Michele ai Nuovi Sepolcri. Per collegarlo all'Ospedale, fu costruito un ponte sulla cerchia dei navigli nei pressi dell'ingresso posteriore, in Via Francesco Sforza, di cui tuttora è visibile la Porta della Meraviglia. Poiché anche i vasti ossari collocati nei sotterranei della chiesa divennero insufficienti, nel 1719 venne realizzato il porticato circostante, terminato nel 1731. Il complesso era allora noto come "Foppone dell'Ospedale", dalla voce milanese "foppa" significante appunto "fossa", con cui venivano denominati i cimiteri di Milano. Vi furono sepolte quasi centocinquantamila persone. La chiesa fu progettata dall'Architetto Attilio Arrigoni e il porticato da Francesco Croce con il contributo dell'ingegnere Carlo Francesco Raffagno. Dopo il 1792 l'edificio venne dismesso, in seguito alla legislazione sanitaria austriaca che imponeva di spostare i cimiteri fuori dalla cerchia cittadina. Nel 1807, durante la dominazione napoleonica, l'architetto Luigi Cagnola ideò un progetto per trasformare il complesso in Pantheon del Regno Italico di cui Milano era capitale. Con la caduta di Napoleone e la riannessione all'Austria, il progetto fu accantonato. Fu di volta in volta caserma, fienile, cronicario, lavanderia dell'ospedale fino al 1940; seguì un periodo di degrado, che ebbe fine con l'acquisto da parte del Comune di Milano e la sua totale ristrutturazione.
Oggi è sede del Muba (Museo dei Bambini) e presto con la Scuola Materna per cui lavoro, andremo a visitarlo..quindi il museo ve lo racconterò la prossima volta!
In realtà parlerò di questo luogo in 2 distinti post: in questo ne farò un ritratto più storico, nel prossimo (settimana prossima) uno su come è oggi, ovvero un museo dedicato ai bambini.
La rotonda si trova in via Besana, zona Piazza Cinque Giornate. E' un edificio tardo barocco con al suo interno una chiesa, oggi sconsacrata, dedicata a San Michele, e tutto attorno un porticato a segmenti d'arco e mattone a vista che circonda un parco.La Rotonda nasce come fossa cimiteriale dell'Ospedale Maggiore. Fin dalla sua nascita nel 1456, l'Ospedale fu dotato di un'area cimiteriale in cui seppellire i deceduti al suo interno. Alla fine del XVII secolo, il sepolcro si rilevò insufficiente e inadeguato alle sue esigenze igieniche. Si decise, quindi, di costruirne un altro in un terreno nei pressi delle mura di Porta Tosa (Porta Vittoria - oggi Piazza Cinque Giornate) e nel 1969 venne edificato il nuovo cimitero con la chiesa di San Michele ai Nuovi Sepolcri. Per collegarlo all'Ospedale, fu costruito un ponte sulla cerchia dei navigli nei pressi dell'ingresso posteriore, in Via Francesco Sforza, di cui tuttora è visibile la Porta della Meraviglia. Poiché anche i vasti ossari collocati nei sotterranei della chiesa divennero insufficienti, nel 1719 venne realizzato il porticato circostante, terminato nel 1731. Il complesso era allora noto come "Foppone dell'Ospedale", dalla voce milanese "foppa" significante appunto "fossa", con cui venivano denominati i cimiteri di Milano. Vi furono sepolte quasi centocinquantamila persone. La chiesa fu progettata dall'Architetto Attilio Arrigoni e il porticato da Francesco Croce con il contributo dell'ingegnere Carlo Francesco Raffagno. Dopo il 1792 l'edificio venne dismesso, in seguito alla legislazione sanitaria austriaca che imponeva di spostare i cimiteri fuori dalla cerchia cittadina. Nel 1807, durante la dominazione napoleonica, l'architetto Luigi Cagnola ideò un progetto per trasformare il complesso in Pantheon del Regno Italico di cui Milano era capitale. Con la caduta di Napoleone e la riannessione all'Austria, il progetto fu accantonato. Fu di volta in volta caserma, fienile, cronicario, lavanderia dell'ospedale fino al 1940; seguì un periodo di degrado, che ebbe fine con l'acquisto da parte del Comune di Milano e la sua totale ristrutturazione.
Oggi è sede del Muba (Museo dei Bambini) e presto con la Scuola Materna per cui lavoro, andremo a visitarlo..quindi il museo ve lo racconterò la prossima volta!
domenica 4 maggio 2014
Bambinfestival
Vorrei segnalare un evento che si terrà a Pavia dal 17 maggio al 1 giugno 2014: BambinfestivalRiportando ciò che c'è scritto sul sito "il primo e unico Festival della città di Pavia interamente dedicato ai bambini e alle bambine, realizzato grazie alla sinergia e collaborazione di oltre 100 associazioni ed enti non profit che, muovendosi con un obiettivo comune, hanno deciso di offrire ai bambini e alle loro famiglie un ricco ed interessante programma di iniziative.
Un Festival dedicato ai bambini, ai loro insindacabili diritti ed agli strumenti culturali ed artistici per promuoverli e diffonderli: l’animazione, il gioco, il teatro , la musica, lo sport, la lettura, l’arte, ecc.."
Ho letto il programma e sinceramente, per quel che riguarda me e K., non ho trovato molto che mi garbasse. Le uniche cose a cui vorrei partecipare sono:
- Giovedì 29 maggio ore 17.00: "Io credo nelle fate". Laboratorio di animazione e manualità. Piccoli racconti accompagnati da giochi e suggestioni visive e sensoriali per entrare nel magico mondo delle fate. Creazione di una lanterna delle fate realizzata con vasetti di vetro e polvere fluorescente. Adatto ai bambini dai 3 ai 6 anni. Prenotazione obbligatoria.
- Domenica 1 giugno (ma lo fanno anche il 25 maggio) ore 10.00: "Se tu fossi.. un re o una regina! Alla scoperta del Castello Visconteo." Percorso di visita esperienziale rivolto alle famiglie con bambini, per conoscere il castello tramite una borsa-kit contenente mappe, giochi, indovinelli. Adatto ai bambini dai 3 agli 11 anni. Prenotazione obbligatoria.
Fai: via lattea
Oggi, con nonna Laura e K., siamo andate al Castello Sforzesco di Milano dove si teneva una manifestazione chiamata Via lattea organizzata dal FAI. Eravamo andate per vedere gli aquiloni, ma siamo arrivate troppo tardi e in realtà il volo si teneva in piazza Duomo (la nonna aveva letto male!). In ogni caso c'erano le bancarelle con prodotti agricoli e biologici e ci siamo quindi fatte comunque un giro, preso un palloncino, comprato gallette di riso e mais (K. le ha assaggiate e me le ha fatte comprare..se ne è mangiata quasi un pacco!) e pistilli di zafferano! Non sono una maniaca del biologico e roba del genere, ma mi piacciono le cose buone e se ne trovo a buon prezzo le compro!Comunque settimana prossima ci sarà un'altra manifestazione, ma questa volta sul naviglio della Martesana, tra Cernusco e Gorgonzola. Chissà, magari ci andremo!
Soncino Fantasy
| Musicanti del Soncino Fantasy |
Un pò di giardinaggio: la surfinia o petunia
![]() |
| Surfinia e petunia del mio balcone |
Infatti il mio non è affatto un pollice verde, bensì nero, molto nero: riesco a far morire piante grasse, piante acquatiche..insomma, tutto! Tranne lei, la Surfinia o Petunia (la differenza sta che la prima è cascante mentre la seconda no)
Mi è stata regalata 2 anni fa ed è stato amore a prima vista! I fiori sono grandi, tanti e dai colori sgargianti e vivaci. Quella prima pianta era di un bel viola, poi ne ho avute di un bel rosso porpora con striature gialle e ora le ho di tutti i tipi (sempre sui toni del viola, colore preferito della mia bimba!).
Su tutti i siti di giardinaggio, troverete che la Surfinia (o Petunia) va tenuta non troppo al sole e arricchito il suo terriccio con del concime..bene, io ce l'ho in pieno sole e non utilizzo nessun concime. Semplicemente la annaffio ogni giorno con un pochino d'acqua e tiro via i fiori secchi semplicemente strappandoli via (se effettivamente sono secchi e da tirar via, verranno via senza fatica, altrimenti troverete una certa resistenza e quindi non andranno tolti). Unico neo: alla fine della stagione estiva è praticamente morta, soprattutto al ritorno dalle vacanze, e la devo buttare per poi ricomprarla l'anno dopo. Ma non costa molto, fra i 3 e i 7 euro.
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